o scaffale. Detto questo, ci siamo affidati alle parole del dottor Daniele Giacalone, biologo nutrizionista, per capire se concedersi come dessert un pezzetto di cioccolato fondente o uno al latte.
Cioccolato fondente: perché sceglierlo
Partiamo subito col dire che per l’esperto il dilemma non si dovrebbe neanche porre: “Il cioccolato fondente è considerato un superfood in quanto ha una serie di composti bioattivi con una valenza nutrizionale interessantissima, come tannini, polifenoli, flavonoidi, sostanze antiossidanti che svolgono tantissime funzioni positive per il nostro organismo. È per questo che il fondente con una percentuale di cacao superiore al 75%, lo si trova inserito nelle diete, mentre quello al latte non compare mai.” dice Giacalone “L’assunzione è comunque di porzioni molto ridotte, massimo 20-30 gr al giorno”. Quali sono i “toccasana”? Migliora il flusso sanguigno, riducendo potenzialmente il rischio di malattie cardiache, regola la pressione, esercita un controllo sul colesterolo cattivo ed è un ottimo agente protettivo per la pelle. Il merito è da attribuire alla pasta di cacao presente, ovvero la materia prima in cui si trovano gli agenti benefici: la scelta al supermercato deve ricadere quindi su quello che comunemente viene definito cioccolato extra fondente o dark.
Cioccolato fondente e al latte: qualche valore a confronto
Come abbiamo visto, sia il cioccolato fondente che il cioccolato al latte sono molto calorici e più cacao c’è nel cioccolato, più le calorie aumentano. Perché quindi il cioccolato al latte (che deve contenere per legge almeno il 25% di cacao) è meno consigliato del fondente? “Le chilocalorie provengono da principi nutritivi energetici diversi” spiega Giacalone e “sono quelle dei grassi del cacao per il cioccolato fondente, con buon equilibrio tra saturi e insaturi, mentre in quello al latte derivano prevalentemente dagli zuccheri e dai grassi saturi contenuti nel latte stesso”. Ci sono dei valori nutrizionali da mettere sotto la lente d’ingrandimento? Secondo l’esperto, quattro voci sono da tenere in considerazione quando si confrontano queste due tipologie.
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Fibre. In 100 gr, il cioccolato fondente ne contiene 8 gr, mentre quello al latte 3,2. Se prendiamo in considerazione la porzione di 30 gr, le quantità sono 2,4 gr e 1 gr. In generale significa che il fondente ne assicura un maggiore apporto, e questo è importante sia perché favoriscono il transito intestinale, sia perché smorzano l’indice glicemico dell’alimento, facendo immagazzinare all’organismo meno zuccheri.
Ferro. In 100 gr di cioccolato fondente ce ne sono 5 mg mentre in quello al latte 3 mg. Nella porzione da 30 gr, invece, le quantità variano a 1,5 mg a 0,9 mg. Un valore positivo, per cui il cioccolato fondente viene indicato tra i cibi nelle diete per chi soffre di anemia.
Sodio. 100 gr di cioccolato fondente ne contengono 11 mg, sono 120 mg in quello al latte. In 30 gr, invece, ne abbiamo rispettivamente 3 mg e 36 mg. Nel cioccolato al latte la presenza di sodio, alias cloruro di sodio, è significativa, in quanto il sale viene aggiunto alla ricetta per una questione di bilanciamento di sapori. Il fondente si rivela migliore, soprattutto per coloro che soffrono di ipertensione.
Colesterolo. Nel fondente è assente, mentre in quello al latte se ne riscontrano in 100 gr 10 mg e in 30 gr 3 mg. Il colesterolo si trova già in tantissimi cibi che si mangiano abitudinariamente, dal formaggio alle uova: si tratta di un grasso utile, ma che non deve eccedere, visto che andrebbe a depositarsi nelle arterie, creando impedimenti alla circolazione sanguigna.
Fonte: Crea – Tabella alimenti
Nutriente (su 100 grammi) Cioccolato fondente Cioccolato al latte
Calcio 262 mg 51 mg
Carboidrati 50 gr 49 gr
Colesterolo 0 10 mg
Ferro 3 mg 5 mg
Fibre 3,2 gr 8 gr
Fosforo 207 mg 186 mg
Lipidi 36,2 gr 33, 6 gr
Proteine 7,3 gr 6,6 gr
Potassio 420 mg 300 mg
Sodio 120 mg 11 mg
Vitamina A 25 μg 9 μg


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