Infarinare gli alimenti non è solo una tecnica culinaria, ma una vera e propria arte da imparare a maneggiare: con pochi gesti semplici, ma da eseguire alla perfezione, è possibile infatti elevare carne, pesce, verdure e contorni rendendoli delle vere prelibatezze.
Infarinare vuol dire ricoprire la superficie di un cibo con un ingrediente secco, che generalmente è la farina 00 ma che può essere anche un’altra variante a secondo di cosa devi cucinare. È un processo simile alla panatura, che però coinvolge l’uso di pangrattato e l’immersione in un liquido (come uovo o latte) per creare una crosta più spessa e robusta. L’infarinatura, invece, crea uno strato sottile che, in fase di cottura, favorisce la doratura e la caramellizzazione del cibo mantenendolo allo stesso tempo morbido e non troppo asciutto. Può essere usata come tecnica singola, oppure può essere impiegata in alcune tecniche particolari di panatura per friggere, come per esempio la panatura inglese o la doppia panatura.
Il metodo dell’infarinatura si usa soprattutto per trattarne carni come il vitello e il pollo in ricette come il pollo al limone o le scaloppine, ma si presta anche a ingredienti di mare come calamari e filetti di pesce, e dà buoni risultati anche con verdure e ortaggi. Di solito gli alimenti infarinati si cuociono in padella al salto, ma possono essere anche fritti; quest’ultimo metodo si presta soprattutto agli alimenti più delicati come pesci, molluschi piccoli e melanzane.
LEGGI ANCHE
Spumanti e Champagne: che cosa significa millesimato e qual è la differenza con cuvée


Yo Make również polubił
Torta alla cannella
Ingredienti
Qual è la migliore acqua da usare per la moka
Benefici del mandarino