Perché i percebes costano così tanto?
Proprio per questa loro posizione impervia il recupero dei percebes risulta piuttosto complicato e pericoloso, perché l’attività di raccolta porta il percebeiros a esporsi alle potenti onde oceaniche in bilico tra gli scogli, dove con un coltello deve staccare il crostaceo che è saldamente attaccato alla roccia. Il tutto facendo attenzione a non perdere l’equilibrio a causa della forza dei cavalloni. Un mix di abilità e coraggio è il requisito indispensabile per svolgere questa azione e soprattutto da questo dipende il costo finale del prodotto, che può lievitare fino ai 100 euro al chilo.
Il prezzo da pagare dai perceberos però può essere anche molto più alto, in quanto in passato non sono mancate delle morti proprio durante la raccolta del crostaceo.
Come si cucinano (e mangiano) i percebes
Fondamentale, tra l’altro, pescarli vivi per mantenere intatto il loro caratteristico sapore. E vivi devono essere anche al momento dell’acquisto. Pure il processo di cottura deve essere meno invasivo e “brusco” possibile: basta meno di un minuto in acqua bollente (non salata, visto lo spiccato sapore marino del crostaceo) per poterne permettere l’apertura; dopodiché mangiarli sarà un gioco da ragazzi.
Una volta completata la cottura i percebes possono essere gustati semplicemente spezzandoli e succhiando il loro morbido interno fino a che non rimarrà solo la parte più solida. Il sapore? Caratteristico, sapido e peculiare, a molti ricorda quello del gamberetto. Assaporarli con qualche goccia di limone, come si fa con la frittura di pesce, probabilmente ve li farà apprezzare ulteriormente, qualora riusciate a trovarli in qualche pescheria o al ristorante.


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