Sartù di riso: la ricetta

Il sartù di riso è un primo piatto tipico della gastronomia campana, una ricetta gustosa perfetta per i pranzi domenicali in famiglia o per celebrare una ricorrenza speciale con gli amici. Si tratta di un timballo di riso condito con il ragù napoletano e ripieno di polpettine, uova sode, piselli e provola: sontuoso e scenografico, conquisterà i tuoi ospiti con la sua irresistibile bontà.

Qui la nostra Julia ti mostra come prepararlo a regola d’arte, proprio come da tradizione napoletana, partendo dal ragù: un sugo ricco a base di diversi pezzi di carne – biancostato di manzo, costine, cotica e salsicce di maiale e infine fettine di scamone, farcite con parmigiano, pecorino, aglio, prezzemolo, pinoli e uvetta, legate poi ben strette in modo da ottenere delle succulenti braciole – cotti dolcemente per circa 6 ore nella salsa di pomodoro.

Si procede cuocendo il riso con acqua e qualche cucchiaio di ragù, per poi disporlo in uno stampo a ciambella, così da conferirgli una bella forma ad anello, quindi si farcisce con il resto degli ingredienti e si passa in forno per circa 20 minuti. Dopo averlo sformato, non rimarrà che completare il tutto con altro ragù, polpettine e piselli, da versare al centro del ciambellone. La preparazione è abbastanza lunga e ti suggeriamo, per questo, di organizzarti con qualche ora in anticipo: il risultato finale, però, ti ripagherà ampiamente delle “fatiche” compiute, regalando una pietanza dal sapore unico, ottima appena pronta ma deliziosa anche l’indomani: basterà scaldarla al microonde e sembrerà di averla appena sfornata.

Pare che il sartù sia nato nel Settecento quando, su richiesta della regina Maria Carolina d’Austria, giunsero a Napoli i cuochi francesi, conosciuti come monsù, che elaborarono per la sovrana questa portata a base di riso, pomodoro, carne, uova e piselli. I nobili napoletani, tuttavia, consideravano il riso non solo privo di gusto, ma anche poco “presentabile” a corte, preferendo di gran lunga la pasta. Si dice che, tuttavia, quando il re Ferdinando di Borbone assaggiò il sartù, gli fu talmente gradito che la sua fama si diffuse ben presto, consentendogli di entrare a pieno diritto nella cucina partenopea. Il termine deriva dall’espressione francese sour tout, che indicava un indumento in grado di “coprire tutto”, come un soprabito o un mantello, un chiaro riferimento al ripieno che aveva il compito di “nascondere” il riso, alimento all’epoca così poco amato.

Scopri come preparare il sartù di riso seguendo passo passo procedimento e consigli. Se ti è piaciuta questa ricetta, prova anche lo sformato di riso e zucchine e il riso al forno.

Ingredienti

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