“Da dove vengono queste uova”? Per chi non si rifornisce da un contadino di fiducia oppure dal suo stesso pollaio, si tratta di un quesito fondamentale, che riguarda non solo la qualità intrinseca del prodotto, ma anche il benessere animale, nello specifico quello delle galline ovaiole. Dal 2003 la tracciabilità delle uova è obbligatoria. L’etichetta contiene una serie di codici numerici e alfabetici stampati sul guscio che, una volta decifrati, offrono informazioni fondamentali per avere una visione a 360° delle caratteristiche dell’alimento, dalla tipologia di allevamento alla provenienza, passando per la freschezza. A prima vista può sembrare complicato, ma è utile sapere che la maggior parte delle confezioni sono munite di legenda, proprio per facilitare al consumatore la comprensione. Per arrivare preparati al momento dell’acquisto, ecco di seguito una guida facile e completa.
1. Metodo di allevamento
Il primo numero della sequenza in cui ci si imbatte è una cifra da 0 a 3 che indica il metodo con cui sono state allevate le galline e deposte le uova. Ecco il significato di ciascuna:
0 – Biologico. Le galline sono allevate all’aperto, dispongono quindi di un ampio spazio dove possono razzolare, restando il più possibile fedele all’ambiente naturale in cui vivono. Sono nutrite con mangimi biologici nei quali non c’è stato l’uso di pesticidi o di fertilizzanti chimici nella produzione, e che non vedono la presenza di nessuna sostanza sintetica. Nei capanni la densità è di 6 capi per m² con un massimo di 3000 totali.
1 – All’aperto. Le galline hanno la possibilità di uscire all’esterno durante il giorno, con spazi definiti per legge muniti di ripari e abbeveratoi. Secondo il regolamento CE n. 2295/2003, non si deve mai superare la densità di 2.500 galline per ettaro di terreno o una gallina ogni 4 m². Non vi sono specifiche relative al cibo.
2 – A terra. Le galline vivono all’interno dei capannoni, da uno o più piani, muovendosi senza costrizioni, ma non hanno accesso a parti esterne, quindi non godono mai della luce del sole, ma entrano in contatto esclusivamente con quella artificiale. La densità è di 9 galline per m².
3 – In gabbia. Le galline sono allevate in gabbie comuni nei capannoni: il loro spazio disponibile è di appena 750 cm² di superficie per animale, con una gabbia che deve essere minimo di 2000 cm². In Europa si sta lavorando a una legge che metta al bando questo tipo di allevamento, con un maggiore impegno in quella che si definisce la “transizione cage free”. Si rintracciano sempre meno sfuse nei nei supermercati, perché il loro uso è dirottato sui prodotti confezionati a base di uova, dove non è obbligatorio indicare il metodo di allevamento.
2. Provenienza delle uova


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